Il prossimo 1° settembre si celebrerà la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, giunta al suo decimo anniversario. Il tema scelto, “Semi di Pace e di Speranza”, si inserisce in un momento significativo per la Chiesa e per il mondo intero: il Giubileo, che ci invita a essere “pellegrini di speranza”. Leone XIV invita tutti ad essere semi di pace e di speranza, capaci di germogliare persino nei “deserti” del nostro tempo.
Oggi la terra è ferita: deforestazione, inquinamento, perdita di biodiversità, disastri climatici e guerre causano gravi danni, soprattutto ai più poveri e marginati. La natura stessa è sempre più ridotta a merce o campo di battaglia per il controllo delle risorse – terra, acqua, foreste, materie prime – aggravando così le ingiustizie sociali. È per questo che Papa Leone XIV denuncia con forza lo stato di degrado del pianeta e il dramma ambientale causato all’azione degli umani, che ha dato origine al cambiamento climatico, i cui effetti si vedono sempre più chiaramente nella devastazione dilagante dei fenomeni naturali sempre più frequenti ed estremi. In questo contesto, il Vaticano ha annunciato la creazione di una Messa per la cura del creato, con testi tratti dalla Laudato sì di Papa Francesco (2015).
Il Pontefice evidenzia che la giustizia ambientale è oggi un’urgenza, che va oltre la semplice tutela del pianeta: riguarda anche la giustizia sociale, economica, antropologica e teologica. Gli effetti del cambiamento climatico non colpiscono tutti allo stesso modo. I più poveri e vulnerabili, come le comunità indigene, sono i primi a subirne gli effetti: la deforestazione, l’inquinamento e l’avvelenamento di acqua e aria, la perdita di biodiversità. Denuncia, inoltre, le gravi ingiustizie globali: violazioni del diritto internazionale, disuguaglianze, sfruttamento delle risorse, le quali rappresentano peccati contro Dio e contro le generazioni future. Rivolge, poi, un appello ai Paesi ricchi in vista della COP30 in Brasile, chiedendo di riconoscere e onorare il proprio “debito ecologico” proprio nei confronti delle nazioni più colpite dalla crisi climatica.
L’ecologia integrale proposta da Laudato sì non è un ideale astratto, ma una via concreta per costruire un mondo più giusto e vivibile. Tra i progetti concreti, Papa Francesco ha ricordato il “Borgo Laudato Sì” a Castel Gandolfo: un esempio di come si può vivere e lavorare seguendo i principi dell’ecologia integrale. Inoltre, il Vaticano ha recentemente istituito una nuova Messa per la cura del creato, con testi tratti dalla Laudato sì e dal Messaggio per la Pace di Giovanni Paolo II, promossa per radicare nella vita liturgica della Chiesa l’impegno ecologico.
Con un tono pragmatico, Leone XIV sottolinea che non bastano più le parole: è urgente agire, per evitare che le ferite inflitte al creato si allarghino ulteriormente. Invita tutti a seguire la via tracciata dall’enciclica Laudato sì, affinché l’ecologia integrale diventi scelta condivisa e punto di riferimento per credenti e persone di buona volontà.
