Anche l’AI all’appuntamento del 2030: quali sfide e opportunità?

L’incontro “Oltre l’algoritmo: intelligenza artificiale e futuro della società”, organizzato dall’ASviS il 16 maggio al Salone del Libro di Torino, all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Un’occasione per mettere a confronto esperti, ricercatori e rappresentanti del mondo produttivo sul ruolo dell’AI nei grandi cambiamenti in atto, in particolar modo il suo utilizzo per raggiungere gli Obbiettivi dell’Agenda 2030.

Durante l’incontro si è discusso sulle sfide e sulle opportunità che l’utilizzo dell’IA rappresenta in questo momento storico. La difficoltà a prendere una posizione nei confronti dell’utilizzo dell’IA sta nel fatto che se da un lato si presenta come una tecnologia che consuma una grand quantità di risorse dall’altro può aiutarci a risparmiarne. Allegra De Filippo, docente dell’Università di Bologna, ha mostrato esempi concreti di IA applicata alla sostenibilità ambientale, come la gestione intelligente delle reti energetiche o l’integrazione delle fonti rinnovabili. Ha anche lanciato un monito, facendo presente che per utilizzare l’intelligenza artificiale eticamente e in modo rispettoso per l’ambiente, questa deve essere pensata green, trasparente ed equa. Gli algoritmi vanno progettati con attenzione, evitando sprechi computazionali inutili, che comporterebbero un maggiore utilizzo di acqua e risorse energetiche. Solo così l’AI potrà contribuire davvero agli Obiettivi dell’Agenda 2030.

Secondo Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, spesso si condanna il digitale per il suo impatto ambientale, ma senza considerare i benefici. Epifani fa un semplice esempio: il 30% delle emissioni urbane deriva da riscaldamento e raffreddamento, ma se l’AI può ridurre anche solo del 10% questi consumi, allora l’effetto positivo a cui porta è enorme, pari quasi al 3% delle emissioni complessive. Egli distingue, infatti, tra sostenibilità del digitale e sostenibilità grazie al digitale, quest’ultima ben rappresentata dall’utilizzo delle videochiamate che molte volte sostituiscono spostamenti ben più inquinante. Invita, infine, a progettare tecnologie che siano davvero al servizio dell’ambiente e delle persone, ricordando che l’etica resta una responsabilità umana.

Anche il mondo dell’istruzione è chiamato a rinnovarsi. Francesca Bastagli, della Fondazione Agnelli, ha spiegato come l’AI possa migliorare l’insegnamento e l’apprendimento, ad esempio con tutoraggi personalizzati. Ma, avverte sulla necessità di promuovere nuove competenze negli insegnanti e negli studenti affinché possano governare questi strumenti, così come una revisione urgente dei programmi scolastici. La scuola deve preparare i giovani a comprendere, usare e anche interrogare in modo critico l’AI, affinché anche la scuola sia partecipe a questo enorme cambiamento tecnologico, inserendosi in un’ottica di collaborazione e responsabilità collettiva.

Perché l’intelligenza artificiale diventi davvero uno strumento di sviluppo sostenibile, è fondamentale che tutti – cittadini, istituzioni, imprese, università e decisori – siano consapevoli delle sue potenzialità, dei suoi limiti e dei possibili rischi. Questa consapevolezza deve essere costruita attraverso azioni mirate di informazione e formazione, promosse dalle istituzioni. A tale scopo è stato redatto il Manifesto per la Sostenibilità Digitale dell’Intelligenza Artificiale, ad opera della Fondazione per la Sostenibilità digitale.

L’intelligenza artificiale non è neutra né infallibile, ma se progettata con attenzione e responsabilità, può diventare un alleato formidabile per costruire un futuro più sostenibile, equo e intelligente.

Fonte: Futura Network

Autore: Benedetta Donà

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