La sfida di un Sustainability Manager in un’azienda non è solo tecnica, ma profondamente organizzativa e culturale. Raggiungere obiettivi di sostenibilità significa costruire una visione di futuro credibile e attivante, capace di tradursi in comportamenti diffusi. Per farlo, è necessaria la costruzione di nuove narrazioni che abbiano realmente un’efficacia trasformativa.
Gli ostacoli da superare sono numerosi, ma le principali resistenze si ritrovano all’interno dell’azienda stessa. Le organizzazioni sono sistemi complessi, attraversati da barriere psicologiche, inerzie e logiche di funzione. I dipendenti, prima ancora che professionisti, sono individui con convinzioni e abitudini consolidate: il cambiamento va quindi prima compreso e accettato, poi agito. Inoltre, indipendentemente dal tipo di modello organizzativo – che sia fortemente verticale e gerarchico o orizzontale e basato su progetti – le aziende rimangono fortemente compartimentate tra funzioni, ciascuna con propri obiettivi distinti, priorità divergenti e, talvolta, dinamiche di potere che ostacolano l’allineamento.
Per superare questa impasse sono fondamentali competenze di gestione del cambiamento, spesso sottovalutate rispetto a quelle tecniche (ingegneria ambientale, aspetti legali, gestione del rischio) e delegate alle Risorse Umane. Competenze che richiedono un approccio sistemico e pluridisciplinare per abbattere i compartimenti stagni tra le funzioni e superare gli ostacoli sopra menzionati.
La costituzione di un team di sostenibilità nelle aziende più strutturate, o comunque una stretta collaborazione tra la Direzione, che legittima la trasformazione integrandola nelle priorità strategiche e nei meccanismi decisionali, e alcune funzioni chiave, Sostenibilità, Risorse Umane, Comunicazione rappresenta la soluzione migliore per definire una visione e un linguaggio comuni, per facilitare l’abbattimento dei silos aziendali e, quindi, identificare e guidare il cambiamento nelle pratiche e nei comportamenti aziendali.
Il team di sostenibilità deve unire le diverse competenze e i diversi talenti per raggiungere questo obiettivo. È attraverso questo linguaggio condiviso che sarà in grado di coinvolgere il senior management, mobilitare i team e ispirare un cambio di paradigma, costruendo una nuova narrazione aziendale e accompagnando la trasformazione dei percorsi professionali. Come in ogni iniziativa di sostenibilità, il successo passa dal coinvolgimento degli stakeholder, a partire dai dipendenti.
In questo senso, le attività di sensibilizzazione e la formazione contribuiscono all’emergere della consapevolezza degli impegni presi dall’organizzazione e promuovono lo sviluppo di una cultura aziendale orientata alla sostenibilità e di un insieme di valori che innestano il cambiamento organizzativo, promuovendo un ingaggio attivo che permette l’identificazione e il superamento degli ostacoli e la diffusione di nuove pratiche e comportamenti.
La comunicazione, come in tutti i processi di cambiamento organizzativo, gioca un ruolo abilitante. Non si limita a informare, ma costruisce significato per andare oltre la mera accettazione della transizione, rendendola motivante. La promozione delle azioni intraprese e la valorizzazione dei risultati raggiunti, ad esempio dei “quick wins”, alimenta la fiducia e mantiene lo slancio. Ed è sulla base di questo slancio positivo, che incoraggia i dipendenti ad abbracciare il progetto aziendale e a impegnarsi in esso, che il cambiamento viene guidato e l’azienda si trasforma dall’interno. Allo stesso tempo, la creazione di reti di “dipendenti ambasciatori” può diventare una leva per radicare il cambiamento nei contesti più operativi, amplificandone la portata e la credibilità.
Il coinvolgimento non può però fermarsi all’interno. La sostenibilità richiede l’attivazione dell’intera catena del valore: fornitori, clienti, partner e comunità. La condivisione degli impegni e dei risultati diventa così uno strumento di allineamento e di estensione dell’impatto.
In definitiva, la transizione sostenibile non si impone, ma si costruisce. Non attraverso regole e sanzioni, ma attraverso motivazione, partecipazione e senso condiviso. È un processo continuo, che richiede coerenza, tempo e una governance capace di integrare una pluralità di competenze, funzioni e visioni. Solo così il cambiamento può radicarsi nella cultura aziendale e generare trasformazione reale e duratura.
Per approfondire: https://www.agenda-2030.fr/IMG/pdf/guide_formation_comment_transformer_les_metiers_de_demain_en_eco_metiers.pdf
https://www.orse.org/
Fonte: tratto da « Comment transformer les métiers de demain en eco-métiers? Guide formation à destination de RH et RSE», ORSE (Observatoire de la Responsabilité Societale des Entreprises), 2025
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Autore: Caterina Bonometto