Dove il mare respira: la magia delle praterie di Posidonia

Tra le acque limpide della Costa Smeralda, incastonata nella macchia mediterranea e circondata dagli scogli rossastri della Sardegna, prende vita un progetto di riforestazione marina senza precedenti. È qui, nella baia di Cala di Volpe, che nasce la più vasta piantumazione di Posidonia oceanica del Mediterraneo: un’iniziativa pionieristica guidata da One Ocean Foundation, con il supporto dell’Università di Sassari, finanziata da Pirelli e Smeralda Holding. Il progetto farà parte del programma Blue Forest, iniziato nel 2023 e che oggi conta quattro siti attivi in Liguria e Puglia.

Da oltre vent’anni Cala di Volpe ospita un campo boe, introdotto per ridurre il traffico nautico e gli ancoraggi selvaggi, responsabili di danni irreparabili al fondale e alle praterie sottomarine. Questa misura si è rivelata una strategia efficace per tutelare l’ambiente marino e ha posto le basi per il nuovo ambizioso progetto di ripristino della Posidonia, pianta fondamentale per la salute del Mediterraneo. La Posidonia oceanica è, infatti, di grande importanza per il funzionamento e la protezione dell’ecosistema marino. Le sue praterie offrono rifugio e nutrimento a oltre 350 specie marine, riducono l’erosione delle coste, assorbono grandi quantità di CO₂, contribuendo alla salute del mare, nonché alla lotta contro il cambiamento climatico. Tuttavia, è estremamente vulnerabile e la sua crescita è lentissima: appena un centimetro all’anno.

Il progetto è stato presentato durante la One Ocean Week Milano, in corso dal 22 al 25 maggio, dedicata a blue economy, biodiversità e conservazione marina. La tecnica scelta è stata sviluppata dall’International School for Scientific Diving: operatori subacquei raccolgono frammenti di Posidonia strappati dalle mareggiate, li ripuliscono e li trapiantano in aree selezionate, dove vengono fissati su bistuoie di rete metallica e fibra di cocco. Le zone di trapianto vengono scelte dopo un attento studio del fondale e della prateria esistente, per garantire la massima efficacia del trapianto. A oggi, mai nel Mediterraneo si era tentato un intervento su scala così ampia: 800mila metri quadrati.

One Ocean Foundation ha nel frattempo avviato dottorati e collaborazioni con le università di Genova e Sassari per migliorare le tecniche di riforestazione. Riccardo Bonadeo, presidente di One Ocean Foundation, lancia un messaggio forte: «Solo unendo le forze tra fondazioni, aziende e istituzioni possiamo invertire la rotta».

Questo progetto è il segno concreto di un’Italia che punta a essere un grande esempio nella tutela del mare, unendo scienza e sostenibilità per il futuro del Mediterraneo.

Fonte: Smeralda HoldingOne Ocean Foundation

Autore: Benedetta Donà

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