Il 4° pilastro della sostenibilità, la forza delle istituzioni

Pace, giustizia e diritti, il 10° Rapporto ASviS mette, l’accento sull’importanza delle istituzioni
L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha da sempre posto grande attenzione al “quarto pilastro” della sostenibilità: la qualità delle istituzioni.
Istituzioni forti ed efficaci, capaci non solo di affrontare sfide globali – dalla crisi climatica all’avvento dell’intelligenza artificiale, dalla tutela della salute alla gestione delle pandemie, fino alle disuguaglianze socio-economiche e all’aumento del debito – ma anche di promuovere quella partnership, globale e locale, al centro del 17° Obiettivo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Capaci di prendere decisioni sul presente guardando alle conseguenze sul lungo periodo, di anticipare rischi e cogliere le opportunità, avendo ben chiara la visione del futuro da costruire.
Di fronte alle sfide di oggi è necessaria, afferma Enrico Giovannini, Direttore Scientifico di ASviS, la costruzione di una “governance anticipante, che porti avanti una trasformazione sistemica, basata sulla co-creazione – cioè sulle partnership – e sulla misurazione di impatto.” Quest’ultima è un passaggio fondamentale, motore di una vera e propria trasformazione culturale che va ben al di là dell’esercizio di compliance, diventando, in un mondo interconnesso, un fattore fondamentale di trasparenza, necessario a costruire fiducia e credibilità nella relazione con gli stakeholder.
Queste premesse valgono sia per la società civile che per il mondo aziendale, all’interno del quale l’istituzione è rappresentata dalla Governance.
Con le aziende con cui collaboriamo condividiamo questa visione: non c’è sostenibilità senza un coinvolgimento della Direzione nella definizione di una strategia chiara e integrata con i valori e la cultura organizzativa e non bastano interventi sporadici o iniziative isolate per definirsi sostenibili. Una governance consapevole consente alle imprese, indipendentemente dalla loro dimensione, di contribuire in modo concreto al raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030, poiché il loro ruolo economico e sociale le rende attori decisivi della transizione verso modelli sostenibili.
È il mercato stesso a spingere le aziende verso la trasformazione, e molte si stanno già impegnando in questa direzione: le grandi grazie a una maggiore capacità di investimento, le piccole e medie spesso attraverso partnership di filiera. I dati Istat avvalorano questo trend, dimostrando che le aziende che investono in sostenibilità hanno, nel triennio successivo, un miglioramento sensibile delle performance economiche. Persistono, tuttavia, ancora molte sacche di resistenza.
Qual è allora l’elemento utile a convincerne un numero più importante, in grado di portare tutti a bordo?
Di certo non aiuta l’attuale clima di incertezza e di scarsa chiarezza da parte delle istituzioni nazionali e internazionali. Le recenti decisioni della Commissione Europea, del Parlamento e del Consiglio mostrano infatti alcune incoerenze tra gli impegni assunti e le azioni effettivamente intraprese: dal parziale arretramento su politiche commerciali legate alla sostenibilità (accordi con gli USA, prodotti da deforestazione, dazi sul carbonio, ecc.) alle oscillazioni normative sulla rendicontazione di sostenibilità e sul dovere di diligenza, fino alla mancata definizione degli impegni di decarbonizzazione da qui al 2050. Questi tentennamenti penalizzano le imprese, generando confusione e frenando gli investimenti e la forza di innovazione.
Il Rapporto ASviS propone alle istituzioni di cambiare rotta attraverso politiche industriali innovative orientate alla sostenibilità, investimenti integrati in infrastrutture strategiche (mobilità sostenibile, energia, settore idrico, economia circolare e digitalizzazione), il rafforzamento delle politiche attive per il lavoro e la promozione dell’occupazione femminile e giovanile, con attenzione alla formazione continua.
Suggerisce inoltre di incentivare la rendicontazione di sostenibilità e il dovere di diligenza, contrastare il greenwashing, sostenere le PMI attraverso il Fondo per la Giusta Transizione e collaborare con le associazioni di categoria per mettere a disposizione strumenti semplici ed efficaci per analisi e misurazione degli impatti.

Per approfondire e scaricare il Rapporto ASviS:
https://asvis.it/public/asvis2/files/Rapporto_ASviS/Rapporto_ASviS_2025/Report_ASviS_2025_final.pdf

Autore: Caterina Bonometto

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