Le forti ondate di caldo delle ultime settimane hanno reso evidente quanto sia urgente creare rifugi climatici all’interno delle città. Sono necessari spazi pubblici freschi e ombreggiati dove trovare sollievo durante le giornate torride. Il problema riguarda in particolar modo le isole di calore, cioè quelle zone urbane dove l’asfalto, il cemento e l’assenza di alberi fanno salire pericolosamente le temperature, mettendo a rischio le fasce della popolazione più fragili. Si tratta di un fenomeno che si verifica quando la temperatura dell’aria risulta più elevata in un’area urbana che nei suoi dintorni, la causa è legata direttamente all’urbanizzazione, ovvero alla sostituzione della vegetazione con materiali inerti, che si scaldano con rapidità rilasciando calore lentamente. La soluzione è stata individuata nell’introduzione di verde all’interno delle città, tramite l’impianto di microforeste, orti comunitari, giardini verticali e pensiline verdi.
Nel progetto europeo “Adattamento Climatico – L’Effetto Isola di Calore Urbana nella Città di Roma”, Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile) ha individuato 25 soluzioni per portare più natura nelle città. Oltre ai grandi parchi e alle foreste urbane – difficili da realizzare nei centri già molto edificati – si punta su interventi più piccoli ma efficaci, tra questi: pensiline verdi alle fermate di bus e tram; pavimentazioni permeabili, che assorbono l’acqua piovana; tetti e pareti verdi; binari del tram trasformati in aiuole verdi; infine, microforeste e parchi tascabili nei piccoli angoli marginali della città, che rappresenterebbero ‘isole fresche’ in cui cittadini e turisti possano trovare sollievo dalla calura estiva.
Queste soluzioni non solo aiutano a rinfrescare l’ambiente urbano, ma migliorano anche la qualità dell’aria, la biodiversità e il benessere psicofisico dei cittadini. Secondo Elisabetta Salvatori, responsabile di Enea per le soluzioni urbane sostenibili, il caldo estremo è una minaccia crescente per la salute, soprattutto per anziani e malati cronici. Le isole di calore peggiorano gli effetti delle ondate di calore, rendendo necessario un cambiamento profondo nella progettazione urbana.
Il progetto prevede anche una formazione mirata per gli amministratori locali, allo scopo di migliorare la gestione del verde urbano e favorire la nascita di nuovi lavori legati alla sostenibilità. Tutto questo si inserisce nel quadro della nuova Legge europea per il Ripristino della Natura, in vigore dal 2024, che chiede a ogni città di raggiungere almeno il 10% di copertura arborea entro il 2030.
In sintesi, il progetto di Enea è un passo importante per ripensare le nostre città in modo più verde, sostenibile e resiliente ai cambiamenti climatici.
Fonte: Corriere della Sera; Enea
